Campo alle More Pinot nero-Gini-Vaigustando

Campo alle More - Pinot nero Veneto I.G.T.

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Campo alle More Pinot nero-Gini-Vaigustando

Campo alle More - Pinot nero Veneto I.G.T.

Prodotto in Veneto
IGT
Prodotto da Agricoltura Biologica
E' Vietata la vendita di prodotti alcolici ai minori di anni 18
Disponibile
€41,10 Prezzo unitario €54,80/l
Imposte incluse. Spese di spedizione calcolate al check-out.
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Il Prodotto in Breve:

✓ Annata 2021 – Pinot Nero Veneto I.G.T.

✓ 100% Pinot Nero da vigne di circa 40 anni, a 450 m s.l.m.

✓ Vigneti condotti in agricoltura biologica certificata

✓ Vinificazione senza aggiunta di solfiti

✓ Affinamento: circa 2 anni sui lieviti in pièces di rovere da 228 L + almeno 8 mesi in bottiglia, senza filtrazione

✓ Profilo: elegante, fresco e setoso, con frutti rossi di bosco, marasca e sfumature speziate

✓ Gradazione alcolica: 13,5% vol.

Complessità di sfumature. Il Campo alle More di Gini nasce sulle colline di Campiano, nel comune di Cazzano di Tramigna (VR), nell’Alta Valpolicella orientale, in un ambiente profondamente diverso da quello che ha reso celebre la famiglia nel Soave Classico. Qui, a 450 metri di altitudine, l’alta collina, l’esposizione a sud e i rovi di more selvatiche che circondano il vigneto creano un habitat particolarmente favorevole al Pinot Nero, accompagnandone una maturazione lenta e preservandone freschezza e integrità aromatica. Campo alle More nasce da un vigneto di circa 4 ettari, con viti di Pinot Nero che raggiungono un’età media di 40 anni, allevate a Guyot su terreni argilloso-calcarei. I vigneti sono condotti in agricoltura biologica certificata, all’interno di un ecosistema dove boschi, ciliegi, uliveti e vigneti contribuiscono a preservare la biodiversità e il carattere naturale di queste alte colline.

Il progetto di Campiano affonda le proprie radici nel 1987, quando la famiglia Gini avviò un importante lavoro di recupero ambientale volto a restituire a queste colline la loro vocazione agricola e paesaggistica. Da questo percorso nascono le Perle d’Alta Quota, vini ottenuti da varietà che proprio qui hanno trovato condizioni capaci di esprimerne carattere, eleganza e longevità. Tra queste, il Pinot Nero occupa un posto particolare. Le uve vengono selezionate meticolosamente e raccolte a mano nel mese di settembre. Dopo una delicata pigiatura, sostano per alcuni giorni in vasca, con almeno tre follature quotidiane. La vinificazione avviene senza aggiunta di solfiti. Terminata la fermentazione, il vino viene immediatamente trasferito in pièces da 228 litri di rovere di spacco del Massiccio Centrale, dove rimane per circa due anni a contatto con i propri lieviti, senza alcun travaso.

Al termine di questo lungo riposo vengono effettuati tre travasi consecutivi, che consentono al vino di raggiungere naturalmente la limpidezza desiderata senza ricorrere alla filtrazione. Campo alle More viene quindi imbottigliato e lasciato affinare per almeno otto mesi in bottiglia. Anche qui il tempo, elemento centrale nella filosofia Gini, diventa parte integrante del vino. Nel bicchiere si presenta rubino brillante. Il profumo è dinamico e complesso, con un susseguirsi di sensazioni speziate, frutti rossi di bosco e marasca. Al palato sorprende per ricchezza e freschezza: è avvolgente, setoso ed elegante, con quella profondità che l’altitudine e il lungo affinamento riescono a conferire senza appesantire il carattere del vitigno.

Campo alle More racconta così un volto meno conosciuto della viticoltura veronese: un Pinot Nero Veneto IGT d’altura, dove il carattere del vitigno incontra l’alta collina di Campiano in una continua complessità di sfumature.

Scheda Prodotto:

Vitigno: 100% Pinot Nero Veneto I.G.T.

Zona di produzione: colline di Campiano (VR) nel comune di Cazzano di Tramigna, nell’Alta Valpolicella orientale.

Altitudine: tra i 400 e i 600 metri.

Caratteristiche Terreni: Terreni calcarei, sassosi e argillosi, di colore giallo-rossastro, originati dalla lenta disgregazione della roccia stratificata del sottosuolo e arricchiti da componenti vulcaniche.

Esposizione: soleggiata e costantemente ventilata, con importanti escursioni termiche.

Colore: Rosso rubino brillante.

Note organolettiche: Colore rubino brillante, al naso esprime grande complessità con un dinamico susseguirsi di note speziate, frutti rossi di bosco e marasca. Al palato è ricco e fresco, avvolgente e setoso, con un sorso di grande eleganza.

Temperatura di servizio: 16-18°C

Gradazione Alcolica: 13,50 % 

Vinificazione: Meticolosa selezione delle uve e raccolta a mano. Dopo una delicata pigiatura le uve sostano per alcuni giorni in una vasca dove si operano delle follature almeno 3 volte al giorno. Non vengono aggiunti solfiti.

Affinamento: Al termine della fermentazione viene effettuata la svinatura, il nuovo vino è posto subito in pieces da 228 L in rovere di spacco del Massiccio Centrale, dove sosta sui lieviti, senza alcun travaso, per un paio di anni. Trascorso questo periodo, viene travasato per 3 volte consecutive prima di essere messo in bottiglia, allo scopo di raggiungere una limpidezza naturale e evitando, così, ogni tipo di filtrazione. L’affinamento in bottiglia procederà poi per almeno 8 mesi.

Periodo di vendemmia: Settembre, manuale con selezione dei grappoli.

Abbinamenti: La freschezza e l'eleganza del Campo alle More ne fanno un Pinot Nero particolarmente versatile a tavola. Si accompagna bene a primi piatti con funghi, risotti, carni bianche saporite, anatra e arrosti delicati. Interessante anche con preparazioni a base di selvaggina da piuma e formaggi di media stagionatura. La sua trama setosa e la complessità aromatica permettono inoltre di apprezzarlo anche da solo, dedicando tempo alla sua evoluzione nel calice.

Il Territorio

Tra Verona e le colline che guardano il Garda, una valle di pietra, vigne e memoria accoglie l’essenza più autentica del vino veneto.

Situata tra Verona e il Lago di Garda, la Valpolicella è un mosaico di colline, vigneti e borghi in pietra che raccontano secoli di civiltà, di lavoro e di bellezza. È una valle che respira il ritmo della terra, dove ogni stagione ha un profumo e ogni gesto conserva un sapere antico. Il nome “Valpolicella” deriva probabilmente dal latino vallis poli cellae, “valle dalle molte cantine”: un destino scritto sin dalle origini, quando già in epoca romana il vino era parte integrante della vita e della cultura di queste colline. Le prime testimonianze di coltivazione della vite risalgono al I secolo d.C., e nel corso dei secoli il vino della Valpolicella è divenuto simbolo di un’arte paziente, tramandata di generazione in generazione. Tra le pievi romaniche, le corti rurali e le ville venete, si legge la stratificazione di una storia che ha saputo unire nobiltà e contadini, fede e lavoro, terra e spirito. Ogni pietra, ogni filare, ogni borgo come Fumane, Marano, Negrar o San Pietro in Cariano, racconta di una comunità che ha costruito la propria identità attorno al vino.

La Valpolicella è un territorio unitario ma complesso, articolato in tre grandi aree, ciascuna con un carattere distinto che contribuisce all’armonia complessiva dei suoi vini.

La Valpolicella Classica, la più antica e conosciuta, comprende i comuni storici di Fumane, Marano, Negrar, San Pietro in Cariano e Sant’Ambrogio di Valpolicella. Qui la vite cresce su suoli calcarei e marne bianche, in un paesaggio di straordinaria bellezza. È la culla dell’Amarone e del Recioto, vini intensi e complessi, nati da un equilibrio perfetto tra natura, tecnica e intuizione umana.

La Valpantena, situata più a est, è una valle verde e armoniosa, dove i vigneti si alternano a oliveti e boschi. È definita la “valle di tutti i doni”, grazie alla sua esposizione ideale e ai suoli ricchi di minerali. I vini qui esprimono eleganza, freschezza e verticalità: un’altra voce, più sottile ma altrettanto profonda, nel grande coro della Valpolicella.

La Valpolicella Orientale, che abbraccia i comuni di Mezzane, Illasi e Cazzano di Tramigna, si distingue per la forza e la struttura dei suoi vini. I terreni di origine vulcanica e il clima più secco donano rossi potenti, di carattere e grande longevità, capaci di rappresentare il lato più deciso e contemporaneo della tradizione.

Il paesaggio della Valpolicella è un museo a cielo aperto. Le ville venete del Rinascimento, costruite dalle famiglie nobili veronesi, si alternano a pievi romaniche come San Giorgio di Valpolicella, uno dei luoghi più antichi e suggestivi del territorio. Le corti rurali in pietra raccontano invece la vita contadina, la fatica e la gioia di un mestiere che ancora oggi si riconosce nei gesti quotidiani dei vignaioli. In Valpolicella il tempo è il vero protagonista: il tempo dell’appassimento, quando le uve vengono adagiate nei fruttai e l’aria dell’inverno le asciuga lentamente, concentrandone profumi e sapori; il tempo della fermentazione e dell’attesa, che trasforma il mosto in vino; il tempo della memoria, che lega ogni annata alla successiva come i capitoli di una stessa storia. L’Amarone, il Recioto e il Valpolicella Superiore non sono solo vini, ma forme di racconto: storie di mani, di pazienza e di visione. Ogni bottiglia racchiude l’essenza di questa valle: la forza della pietra, la dolcezza dei colli, la sapienza dell’uomo. Oggi la Valpolicella è una delle zone vitivinicole più prestigiose d’Italia, ma resta fedele alla sua anima autentica. Le nuove generazioni di produttori hanno saputo innovare con rispetto, mantenendo viva la cultura della vigna e della comunità. Ogni cantina, piccola o grande, custodisce la stessa consapevolezza: che il vino, qui, non nasce solo dalla terra, ma dall’incontro tra memoria, identità e tempo. La Valpolicella è una valle che non smette di insegnare il valore della lentezza, dell’ascolto e della continuità. È un luogo dove il vino non si beve soltanto: si vive.

Il Produttore

Ci sono cantine che hanno contribuito a scrivere la storia del vino italiano, e altre che quella storia la vivono da secoli. Gini appartiene a questa seconda categoria. A Monteforte d'Alpone, nel cuore del Soave Classico, la famiglia coltiva la vite almeno dal 1570, attraversando quindici generazioni senza mai interrompere il proprio legame con la terra. Un percorso lungo oltre quattro secoli che non racconta soltanto la continuità di un cognome, ma la straordinaria capacità di custodire un patrimonio fatto di vigne, conoscenze e sensibilità, tramandato di padre in figlio fino ai giorni nostri. La data simbolo scelta dalla famiglia è il 22 gennaio 1570, giorno delle nozze di Giobatta, figlio di Antonio Gini. Da quel momento prende forma una delle più antiche storie vitivinicole del Veneto. Nei secoli la famiglia ha attraversato guerre, cambiamenti sociali ed evoluzioni della viticoltura, rimanendo fedele al proprio territorio e a una convinzione profonda: il vino non può essere costruito, ma soltanto accompagnato con rispetto, esperienza e pazienza. Questa filosofia trova la sua massima espressione nel concetto che accompagna da sempre il lavoro della famiglia Gini: il tempo. Il tempo necessario affinché una vite affondi lentamente le proprie radici nella roccia vulcanica, il tempo delle stagioni che scandiscono la vita del vigneto, il tempo dell'attesa durante l'affinamento e quello dell'evoluzione in bottiglia.

Per Gini il tempo non è semplicemente una misura, ma il primo ingrediente di ogni grande vino. È sulle colline di Monteforte d'Alpone che nasce l'anima storica dell'azienda. Nel cuore del Soave Classico, le antiche vigne di Garganega affondano le radici in suoli di origine vulcanica, ricchi di basalti, tufi e venature calcaree formatisi milioni di anni fa. Da questo straordinario patrimonio geologico nascono grandi vini bianchi da invecchiamento, capaci di evolvere lentamente mantenendo vive acidità, freschezza e una marcata impronta minerale. La longevità delle viti, la complessità dei terreni e la varietà dei microclimi definiscono la vocazione di un terroir unico, capace di produrre Soave di profondità, eleganza e sorprendente capacità evolutiva. Tra i beni più preziosi custoditi dalla famiglia vi sono le vecchie vigne di Garganega, alcune ultracentenarie, molte ancora prefillosseriche e a piede franco. In un'epoca in cui il rinnovo dei vigneti rappresentava la scelta più semplice, Gini ha deciso di non estirpare le proprie vigne storiche, preservando una ricchezza genetica e clonale praticamente unica nel panorama del Soave. Le radici penetrano profondamente nella roccia vulcanica, raggiungendo acqua e sali minerali anche nelle annate più difficili. È proprio questa profondità radicale a contribuire alla sapidità, alla complessità e alla longevità che distinguono i vini della famiglia.

La natura, per Gini, non è mai stata qualcosa da dominare, ma una realtà da osservare e ascoltare. L'azienda conduce i vigneti secondo i principi dell'agricoltura biologica certificata, rispettando i ritmi naturali della pianta e prestando attenzione anche alle fasi lunari. Sovesci, inerbimenti, tutela dei boschi e degli alberi che circondano le vigne, conservazione della fertilità del suolo e salvaguardia della biodiversità sono pratiche adottate ben prima che diventassero temi centrali nella viticoltura contemporanea. Nel cru Contrada Salvarenza, studi dedicati all'ecosistema hanno rilevato oltre duecento specie di insetti, testimonianza della vitalità di un ambiente agricolo sano e armonioso. Negli anni Ottanta i fratelli Sandro e Claudio Gini imprimono una nuova svolta alla storia dell'azienda. Sandro approfondisce il mondo dei lieviti indigeni, scoprendo nella cantina una biodiversità microbiologica straordinaria e arrivando a eliminare l'anidride solforosa durante la vinificazione delle uve per preservarne la purezza. Una scelta pionieristica, capace di anticipare molti dei temi che avrebbero segnato l'enologia dei decenni successivi. Claudio consolida invece una visione agronomica legata alla viticoltura biologica e biodinamica, rafforzando il rapporto tra equilibrio naturale, qualità delle uve e identità del vino.

La ricerca della massima espressione del Soave Classico porta la famiglia a valorizzare due vigneti destinati a diventare autentici riferimenti della denominazione: La Froscà, nata nel 1985, e Contrada Salvarenza, presentata nel 1989. Ogni cru racconta una personalità diversa, modellata dalla geologia, dall'esposizione, dall'altitudine e dai microclimi di Monteforte d'Alpone. Le uve vengono interpretate senza forzature, lasciando che siano la vendemmia e il vigneto a guidare le scelte in cantina. Nascono così Soave Classico che non inseguono l'immediatezza, ma trovano nel tempo il proprio migliore alleato, crescendo in mineralità, profondità e complessità. La ricerca dell'autenticità non si è fermata alle colline del Soave Classico. Tra i rilievi dell'Alta Valpolicella orientale, la famiglia Gini ha dato vita a uno dei suoi progetti più ambiziosi: Tenuta Scajari. Tra le colline di Campiano, nel comune di Cazzano di Tramigna, a quote comprese tra i 400 e i 600 metri, si apre un paesaggio di rara bellezza, dove boschi, ciliegi, uliveti e vigneti convivono in un equilibrio naturale ancora intatto.

Il nome Scajari deriva dalla parola dialettale scaja, utilizzata per indicare le piccole scaglie calcaree giallo-rossastre originate dalla lenta disgregazione della roccia stratificata del sottosuolo. Tenuta Scajari rappresenta il desiderio di stabilire una connessione ancora più profonda con la natura: un piccolo paradiso terrestre dove la costante ventilazione, l'eccellente esposizione al sole, le importanti escursioni termiche e la ricchezza dei terreni calcarei, sassosi e argillosi, arricchiti da componenti vulcaniche, permettono di ottenere vini dinamici, eleganti e dalla complessità minerale intensa. Dal 1987 un importante progetto di recupero ambientale ha restituito ai terreni di Campiano la loro antica bellezza, preservando le caratteristiche naturali del paesaggio e la vitalità dell'ecosistema. Da questo lavoro nascono le Perle d'Alta Quota: Pinot Nero, Chardonnay e Sauvignon coltivati in vigneti d'altitudine, dove il clima fresco e le escursioni termiche favoriscono maturazioni lente, precisione aromatica e una sorprendente capacità evolutiva. Sono vini che raccontano un volto meno conosciuto della viticoltura veronese, nel quale l'altitudine diventa uno straordinario alleato dell'eleganza e della longevità.

Nell'Alta Valpolicella orientale prendono forma anche i grandi rossi di Tenuta Scajari. La ventilazione costante mantiene sane le uve e accompagna un appassimento naturale nel fruttaio, senza forzature. Nascono così Amarone della Valpolicella e Valpolicella Superiore capaci di coniugare struttura, freschezza, intensità aromatica e profondità minerale, interpretando il territorio con uno stile misurato e lontano dagli eccessi. La stessa cultura dell'attesa accompagna gli eleganti Metodo Classico e le preziose Gocce Nobili. Negli spumanti, pazienza e cura quotidiana trasformano il tempo sui lieviti in finezza e armonia; nel Recioto, l'appassimento concentra profumi e dolcezza dando vita a un vino avvolgente, capace di raccontare il valore delle cose rare. Dal Recioto Metodo Ancestrale ai grandi vini bianchi da invecchiamento, il tempo continua a essere il filo invisibile che unisce ogni espressione della cantina.

Da quindici generazioni la famiglia Gini dimostra che il tempo è il più prezioso interprete del vino. Dalle vigne storiche del Soave Classico ai paesaggi incontaminati di Tenuta Scajari, ogni bottiglia nasce dall'incontro tra natura, esperienza e una pazienza che solo le grandi famiglie di viticoltori sanno custodire. Dal Soave Classico all'Alta Valpolicella orientale, Gini continua a interpretare il vino con la stessa filosofia che accompagna la famiglia dal 1570. I grandi Soave, i cru storici Contrada Salvarenza e La Froscà, gli Amarone e i Valpolicella di Tenuta Scajari, le Perle d'Alta Quota, i Metodo Classico e i preziosi Recioto raccontano un unico patrimonio fatto di territorio, biodiversità e tempo. È questa straordinaria coerenza, custodita attraverso quindici generazioni, a rendere Gini una delle espressioni più autentiche e autorevoli della viticoltura italiana.

Conservazione
  • Conservare in luogo fresco e asciutto
Politica di Reso

Il reso dei prodotti è possibile fino a 14 giorni dal ricevimento della merce. Maggiori informazioni sulle modalità nella pagina Diritto di Recesso

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