Vitello tonnato piemontese all'antica: girello cotto nel vino bianco e servito freddo con la salsa di tonno, acciughe, capperi e tuorli sodi, senza maionese.
Introduzione
Il vitello tonnato è l'antipasto delle feste piemontesi, quello che si prepara il giorno prima e si porta in tavola freddo, in fette sottili coperte da una salsa color nocciola. È un piatto di carne che ha il sapore del mare: la carne è un taglio magro di vitello, il girello, cotto piano nel vino bianco con le verdure e lasciato raffreddare nel suo brodo, mentre la salsa è fatta di tonno sott'olio, acciughe e capperi, frullati con i tuorli delle uova sode e qualche cucchiaio del fondo di cottura.
Questa è la versione all'antica, quella delle case del Monferrato e delle Langhe prima che arrivasse la maionese: la salsa si lega con i tuorli sodi e un filo d'olio, ed è più leggera, più sapida e meno grassa di quella che si trova spesso oggi. Il segreto è tutto nei tempi: la carne deve raffreddare nel liquido di cottura, così resta rosata e succosa, e il piatto finito deve riposare qualche ora in frigorifero, perché la salsa penetri nelle fette. Il vitello tonnato non si improvvisa all'ultimo minuto: si prepara con calma, e il giorno dopo è più buono.
Nel bicchiere mettiamo il Monferrato DOC Bianco Tanàche di Tenuta Vallone, un Arneis in purezza di Conzano, minerale e sapido, che la cantina stessa consiglia con il vitello tonnato. Per legare la salsa usiamo l'Olio Extravergine Veneto del Grappa Filtrato, dal fruttato delicato, che lega i tuorli senza coprire il tonno.
Storia del Vitello Tonnato
Il vitello tonnato nasce in Piemonte, nella cucina borghese fra Torino e le colline del Monferrato, e ha un nome che ha fatto discutere. In dialetto si dice vitel tonnà, e i ricettari dell'Ottocento lo scrivevano spesso alla francese, vitel tonné, come si usava allora per i piatti di casa Savoia. Secondo una spiegazione molto diffusa, all'inizio «tonnato» non voleva dire «con il tonno», ma «cucinato come il tonno»: la carne cotta e poi conservata sott'olio come si faceva col pesce. La salsa di tonno sarebbe arrivata dopo, ma è con quella che il piatto è entrato nei libri.
La versione che conosciamo è già scritta alla fine dell'Ottocento: Pellegrino Artusi la pubblica nella Scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, con il magatello di vitello lessato e una salsa di tonno, acciughe, capperi, olio e limone, senza un filo di maionese. La maionese è arrivata nel Novecento, quando il piatto è uscito dal Piemonte ed è diventato l'antipasto delle feste di mezza Italia, fino a diventare uno dei classici dei pranzi di Ferragosto. In Piemonte resta un piatto di tutto l'anno: si prepara per la domenica, per i pranzi di famiglia e per le occasioni, e ogni casa ha la sua dose di capperi e acciughe.
Ingredienti
Per la carne
- girello (magatello) di vitello800 g
- vino bianco secco500 ml
- cipolla1
- carota1
- costa di sedano1
- alloro2 foglie
- chiodi di garofano2
- acquaq.b.
- sale e pepe in graniq.b.
Per la salsa tonnata
- tonno sott'olio, sgocciolato200 g
- filetti di acciughe sott'olio4
- capperi sotto sale, dissalati1 cucchiaio
- uova sode (solo i tuorli)3
- Olio Extravergine Veneto del Grappa Filtrato 500ml3 cucchiai
- succo di limone1 cucchiaio
- brodo di cottura della carne4-5 cucchiai
Per servire
- capperiq.b.
Attrezzature Necessarie
- Casseruola alta e stretta, della misura della carne
- Spago da cucina
- Frullatore a immersione o mixer
- Coltello lungo a lama liscia o affettatrice
- Piatto da portata ampio e pellicola
Consiglio: La carne va tagliata fredda, mai tiepida: solo da fredda si affetta sottile senza sfilacciarsi. Usate un coltello lungo e ben affilato a lama liscia e tagliate contro la fibra, con un movimento unico e deciso: le fette devono essere di due o tre millimetri, quasi trasparenti. Chi ha un'affettatrice la usi, è il modo più sicuro per avere fette regolari.
Come Preparare Vitello Tonnato — Ricetta Piemontese

La carne
Lega il girello con lo spago perché mantenga la forma. In una casseruola alta e stretta, appena più grande della carne, metti la cipolla, la carota e il sedano tagliati a pezzi, l'alloro, i chiodi di garofano e qualche grano di pepe. Adagia la carne, versa il vino bianco e aggiungi acqua quanto basta per coprirla appena. Porta a bollore, sala, abbassa la fiamma al minimo e cuoci con il coperchio socchiuso per circa un'ora: il liquido deve fremere, non bollire. Nel frattempo rassoda le uova in acqua bollente per 9 minuti e raffreddale sotto l'acqua corrente.
Consiglio dello chef: La carne è cotta quando, infilzata con uno stecchino al centro, rilascia un succo chiaro appena rosato. Più a lungo diventa grigia e asciutta.
Il riposo
Spegni il fuoco e lascia raffreddare la carne nel suo brodo, con il coperchio, per almeno due ore. È il passaggio che fa la differenza: raffreddando nel liquido la carne riassorbe parte del succo e resta morbida e rosata, invece di asciugarsi all'aria. Quando è fredda, toglila dal brodo, elimina lo spago e tieni da parte un mestolo del liquido di cottura filtrato, che servirà per la salsa.
Consiglio dello chef: Si può fare anche il giorno prima: carne e brodo, ben coperti, si tengono in frigorifero fino al mattino dopo.
La salsa
Nel bicchiere del frullatore metti il tonno sgocciolato, i filetti di acciuga, i capperi dissalati e i tuorli delle uova sode. Frulla aggiungendo a filo l'olio extravergine e il succo di limone, poi allunga con il brodo di cottura un cucchiaio alla volta, fino a una salsa liscia, cremosa e ancora densa, che velando il cucchiaio non coli via. Assaggia prima di aggiungere sale: tonno, acciughe e capperi sono già sapidi, e quasi sempre non ne serve.
Consiglio dello chef: Se la salsa è troppo densa aggiungi un altro cucchiaio di brodo, non olio: l'olio la appesantisce, il brodo la allunga e le dà il sapore della carne.
Il servizio
Taglia la carne fredda a fette sottilissime, di due o tre millimetri, contro la fibra. Stendi un velo di salsa sul fondo del piatto da portata, disponi le fette leggermente sovrapposte e coprile con il resto della salsa, in modo che nessuna parte della carne resti scoperta. Copri con la pellicola e lascia riposare in frigorifero per almeno un'ora, meglio qualche ora. Prima di servire completa con qualche cappero intero e togli il piatto dal frigorifero dieci minuti prima, perché non arrivi in tavola gelato.
Consiglio dello chef: Il riposo non è un dettaglio: è il tempo in cui la salsa insaporisce la carne. Preparato la sera prima, il vitello tonnato è al suo meglio a pranzo.
Vino da abbinare al Vitello Tonnato
Il vitello tonnato è un piatto di carne che a tavola si comporta come un piatto di pesce, e il vino va scelto partendo da qui. La carne è magra e delicata: girello di vitello cotto piano nel vino bianco con le verdure, lasciato raffreddare e tagliato sottile, quasi senza grasso e con un sapore discreto. Il carattere arriva tutto dalla salsa, che è tonno sott'olio, acciughe e capperi frullati con i tuorli sodi e il fondo di cottura, e che porta in bocca tre cose insieme: l'olio del tonno, una sapidità alta e la punta acida e salata del cappero. Ne seguono tre regole. La prima: il tannino va tenuto basso, perché sull'olio del tonno e sull'acciuga un tannino deciso diventa amaro e lascia un retrogusto metallico. La seconda: serve acidità, e serve sapidità, per staccare la salsa dal palato e rispondere al sale invece di subirlo. La terza riguarda la temperatura: il piatto si serve freddo, e un vino servito caldo accanto a una salsa fredda sembra subito pesante e alcolico. Per questo in Piemonte il vitello tonnato si beve con un bianco di corpo medio e buona tensione, oppure con un rosso pallido e fresco, servito fresco anche lui.
Vino Bianco Consigliato
Monferrato DOC Bianco Tanàche — Tenuta Vallone — Il **Monferrato DOC Bianco Tanàche di Tenuta Vallone** è un Arneis in purezza coltivato a Conzano, nel Monferrato Casalese, su suoli di marna e calcare, e la sua scheda fra gli abbinamenti nomina proprio il vitello tonnato. Le ragioni sono tre. La prima è la sapidità: il sorso è minerale e salino, e accanto alle acciughe e ai capperi della salsa non viene sovrastato dal sale, ma gli risponde. La seconda è il corpo: la breve macerazione sulle bucce e i diciassette mesi in acciaio gli danno una consistenza piena per un bianco, che regge la cremosità della salsa senza sparire, mentre l'assenza di legno lascia intatti i profumi di fiori bianchi, pera e agrumi, che sul tonno funzionano come una scorza di limone. La terza è il tannino, che in un bianco non c'è: sull'olio del tonno non resta nessun retrogusto metallico. Il limite va detto, ed è quello del vitigno: l'Arneis non ha un'acidità tagliente, e la scheda la descrive piacevole ed equilibrata, non spiccata. Con una salsa leggera, alla maniera antica, solo tonno, tuorli sodi e fondo di cottura, è un abbinamento pulito e preciso; con una salsa tirata con molta maionese e molto olio, la freschezza del vino si consuma prima della fine del piatto. Sono 1.764 bottiglie numerate, a 13% vol: servitelo a 10 °C, al limite basso della scheda, perché accanto a un piatto freddo un grado in meno si sente.
L'Alternativa Territoriale
Grignolino del Monferrato Casalese DOC 'Selezione' — Tenuta Vallone — Stessa cantina, stesso comune, e la strada che molti piemontesi prenderebbero per prima: il vitello tonnato con un rosso, purché sia quello giusto. Il **Grignolino del Monferrato Casalese 'Selezione' di Tenuta Vallone** è un rosso rubino chiaro, quasi trasparente, e ha le due qualità che un rosso deve avere per stare accanto al tonno: un'acidità viva e un tannino sottile, che sulla salsa non indurisce. Anche lui ha il vitello tonnato fra gli abbinamenti scritti in scheda. Rispetto al bianco porta un'altra cosa: un profumo speziato con piccoli frutti rossi, che incontra la carne del vitello più che la salsa e dà al boccone un po' di profondità in più. La Selezione, dopo oltre un anno in acciaio, passa circa dieci mesi in barriques e tonneaux, e questo le dà più armonia e un corpo un po' più rotondo rispetto al Grignolino d'annata. Il limite è proprio lì: il legno, anche discreto, con una salsa molto ricca di acciughe può farsi sentire, e un rosso servito a temperatura da rosso accanto a un piatto freddo diventa pesante. Per questo va servito fresco, a 14 °C, al limite basso della scheda: è la temperatura a renderlo un vino da vitello tonnato. Sono 600 bottiglie numerate, a 13% vol.
Vuoi approfondire il vitigno? la nostra guida al Grignolino
Birra Artigianale in Alternativa
Bold Helles Beer — Norah's Farm — Con il vitello tonnato la birra deve fare quello che nel vino fa l'acidità, cioè pulire la bocca dalla salsa, senza aggiungere un amaro che sul tonno e sull'acciuga diventerebbe metallico. La **Bold Helles di Norah's Farm** è una bionda a bassa fermentazione in stile bavarese, con un malto che il produttore segna a metà (●●○○) e un luppolo appena accennato (●○○○): l'amaro resta basso, e il finale leggermente secco chiude il boccone senza lasciare dolcezza. Il lavoro principale lo fa la carbonatazione, che stacca dal palato l'olio del tonno e la cremosità dei tuorli in modo meccanico, a ogni sorso, mentre il sapore di cereale maltato resta in sottofondo e lascia parlare la salsa. Con 4,8% vol è una birra da antipasto, che non appesantisce un piatto freddo, magari d'estate. Il limite è l'aromaticità: una Helles non ha né la sapidità né i profumi che rispondono ai capperi, e accanto a una salsa molto saporita fa soprattutto da sfondo. Servitela fredda, a 6-8 °C, in un bicchiere alto.
Vuoi approfondire lo stile? le birre chiare artigianali
Varianti
- Con la maionese: è la versione più diffusa fuori dal Piemonte. Si prepara una maionese con un tuorlo crudo e olio di semi, e la si unisce alla salsa di tonno, acciughe e capperi al posto dei tuorli sodi. Ne esce una salsa più chiara, più cremosa e più grassa: buona, ma il sapore del tonno resta più in sottofondo.
- Al forno, con la carne rosolata: invece di lessare il girello, lo si rosola in casseruola con un filo d'olio e lo si cuoce in forno a 160 °C per circa un'ora, bagnandolo con il vino bianco. La carne prende una crosta leggera e un sapore più deciso, e il fondo di cottura, sgrassato, si usa per allungare la salsa.
- Con la noce di vitello: al posto del girello si può usare la noce o la fesa, tagli un po' più teneri e venati. Cuociono negli stessi tempi e si affettano bene, ma le fette sono meno regolari: il girello resta il taglio classico proprio perché ha la forma di un cilindro e una fibra lunga e uniforme.
- Con il sedano croccante: in alcune case del Monferrato il piatto si serve con un trito di cuore di sedano crudo sparso sopra la salsa, che porta una nota fresca e croccante e alleggerisce il boccone. Si aggiunge all'ultimo momento, perché in frigorifero perde la croccantezza.
Domande Frequenti
Qual è il taglio migliore per il vitello tonnato?
Il girello, che in molte regioni si chiama magatello: è un taglio della coscia, magro, di forma cilindrica, con una fibra lunga e regolare. Cuoce in modo uniforme e da freddo si affetta sottilissimo senza sfaldarsi. In alternativa vanno bene la noce o la fesa, un po' più tenere ma meno regolari nella forma.
Il vitello tonnato tradizionale ha la maionese?
La versione piemontese più antica no: la salsa si lega con i tuorli delle uova sode, un filo d'olio e qualche cucchiaio del brodo di cottura, ed è così anche nella ricetta che Pellegrino Artusi pubblica alla fine dell'Ottocento. La maionese è un'aggiunta del Novecento, oggi molto diffusa. Le due versioni sono entrambe legittime: quella all'antica è più sapida e più leggera, quella con la maionese più cremosa.
Si può preparare il vitello tonnato il giorno prima?
Sì, anzi è consigliato. La carne si può cuocere e lasciar raffreddare nel brodo la sera prima, e anche il piatto finito, coperto di salsa, guadagna da una notte in frigorifero ben coperto con la pellicola: la salsa insaporisce le fette e i sapori si assestano. Si conserva in frigorifero per due o tre giorni.
Si serve freddo o a temperatura ambiente?
Freddo, ma non gelato. Va tenuto in frigorifero fino a poco prima di servirlo, poi lasciato fuori una decina di minuti: appena tolto dal frigo la salsa è rigida e i profumi del tonno e dei capperi si sentono poco. Non va invece lasciato a lungo a temperatura ambiente, perché è un piatto con carne, uova e pesce.
Che vino si beve con il vitello tonnato?
Un bianco con corpo medio, buona sapidità e nessun legno, oppure un rosso leggero e fresco, servito anch'esso fresco. Il nemico è il tannino: sull'olio del tonno e sulle acciughe un rosso tannico diventa amaro e lascia un retrogusto metallico. In Piemonte la scelta di casa è un Arneis, o un Grignolino servito intorno ai 14 °C.