La Prima Souvignier Gris Veneto IGT  -  Tenuta Do Leoni - vaigustando

La Prima Souvignier Gris Veneto IGT

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La Prima Souvignier Gris Veneto IGT  -  Tenuta Do Leoni - vaigustando

La Prima Souvignier Gris Veneto IGT

Prodotto in Veneto
IGT
E' Vietata la vendita di prodotti alcolici ai minori di anni 18
Esaurito
Prezzo promozionale  €20,60 Prezzo di listino €24,72 Prezzo unitario €27,47/l
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Formato0.75l

Il Prodotto in Breve:

✓ Souvignier Gris Veneto IGT da vitigni PIWI coltivati sui Colli Berici

✓ Prima vinificazione della Tenuta Do Leoni

✓ Produzione limitata a sole 330 bottiglie numerate

✓ Profilo fresco e minerale con note agrumate ed esotiche

✓ Annata 2024

✓ Gradazione alcolica: 12% vol.

✓ Ideale per aperitivi gourmet, pesce e cucina vegetale

La Prima di Tenuta Do Leoni nasce sui Colli Berici (in provincia di Vicenza), nel territorio di Bugano, e rappresenta l’inizio di un progetto vitivinicolo contemporaneo che unisce sostenibilità, ricerca e valorizzazione del paesaggio. Un vino bianco che esprime una visione agricola precisa, dove innovazione e rispetto dell’ambiente convivono in equilibrio. Protagonista è il Souvignier Gris, vitigno PIWI resistente nato nel 1983 a Friburgo, in Germania, e introdotto in Italia nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 2014. Una varietà ancora rara nel panorama italiano, che interpreta la viticoltura moderna con un approccio sostenibile, riducendo gli interventi in vigna e valorizzando l’identità del territorio. Prodotto in una tiratura limitata di sole 330 bottiglie numerate, questo vino bianco da Souvignier Gris in purezza nasce da vigneti coltivati su suoli di argille rosse e rocce calcaree di origine marina, tipici dei Colli Berici. Un terroir che dona al vino una spiccata mineralità e una struttura elegante. 

Nel calice si presenta con un giallo dorato luminoso, attraversato da delicate sfumature ramate. Il profilo aromatico è intenso e raffinato, con note agrumate, richiami ai frutti esotici e leggere nuance floreali. Al palato si distingue per freschezza, equilibrio e una fine acidità che accompagna il sorso con precisione, esaltando la componente minerale. Un vino da aperitivo che accompagna con naturalezza crostini di formaggio caprino e noci. Si esprime con equilibrio anche alla prima portata del pasto, in abbinamento al pescato - particolarmente riuscito con gamberi grigliati - e a preparazioni delicate, dai risotti agli asparagi a quelli alle erbe selvatiche. Un passo a est, interessante il dialogo con alcune espressioni della cucina asiatica, dove le note speziate trovano corrispondenza in preparazioni che prevedono l’uso di zenzero o lemongrass. Un’etichetta che racconta una nuova idea di vino: sostenibile, identitaria e profondamente legata al territorio dei Colli Berici.

Scheda Prodotto:

Vitigno: Souvignier Gris (vitigno PIWI) in purezza

Denominazione: Veneto I.G.T.

Zona di produzione: Bugano, Colli Berici (Vicenza)

Caratteristiche Terreni: Argille rosse e calcari di origine marina

Colore: Giallo dorato con leggere sfumature ramate

Note organolettiche: Il profilo aromatico è intenso e raffinato, con note agrumate, richiami ai frutti esotici e leggere nuance floreali. Al palato si distingue per freschezza, equilibrio e una fine acidità che accompagna il sorso con precisione, esaltando la componente minerale.

Temperatura di servizio: 8–10°C

Gradazione Alcolica: 12,00% Vol.

Vinificazione: Vinificazione orientata alla valorizzazione della purezza varietale e della freschezza espressiva del vitigno. Vendemmia totalmente manuale nella seconda metà di Agosto, pressatura di uve intere, affinamento in  acciaio su lieviti naturali.

Produzione: 330 bottiglie numerate

Abbinamenti: Aperitivi gourmet, crostini con formaggi caprini e noci, pesce alla griglia, risotti vegetali, cucina asiatica aromatica.

Il Territorio

Dalle terre vulcaniche del Soave alle colline calcaree dei Berici, un viaggio tra Verona e Vicenza alla scoperta di due territori che raccontano anime diverse e complementari del vino veneto.

A est di Verona, il Soave si distende sulle colline che accompagnano la pianura verso i rilievi della Lessinia. Più a est, nel territorio vicentino, emergono i Colli Berici, un sistema collinare dalla forte identità geologica e paesaggistica. Due territori distinti, accomunati da una storia viticola antica e da un rapporto con la terra che ancora oggi determina il carattere dei loro vini. Qui la vite non è semplicemente una coltura. È parte del paesaggio, della storia delle famiglie e dell'identità dei paesi. Filari, muretti, corti rurali, ville, castelli e piccoli borghi raccontano una civiltà agricola costruita nel corso dei secoli, nella quale il vino è diventato uno dei modi più autentici per interpretare il territorio.

Soave: la terra dei vulcani e della Garganega

Il Soave è uno dei territori storici del vino italiano. Il suo cuore si trova sulle colline orientali della provincia di Verona, intorno ai comuni di Soave e Monteforte d'Alpone, dove la vite occupa pendii e dorsali modellati da un'origine geologica straordinariamente complessa. Il borgo medievale di Soave, dominato dal suo castello e ancora racchiuso dalle antiche mura, è l'immagine più conosciuta di questo territorio. Ma per comprenderne davvero i vini bisogna salire sulle colline, seguendo le strade che attraversano vigneti, contrade e piccoli nuclei rurali fino a Monteforte d'Alpone.

È qui che emerge uno degli elementi più affascinanti del Soave: la sua origine vulcanica. Milioni di anni fa questa parte del Veneto fu interessata da un'intensa attività vulcanica. Basalti, rocce laviche e tufi affiorano ancora oggi in molte delle colline orientali della denominazione, alternandosi a zone di matrice calcarea. È una diversità geologica che si riflette direttamente nei vini, dando vita a interpretazioni differenti anche a poca distanza l'una dall'altra.

Su queste terre la Garganega ha trovato nei secoli il proprio habitat naturale. Vitigno antico e profondamente legato al territorio veronese, la Garganega possiede una naturale capacità di interpretare il luogo in cui cresce. Nei migliori vigneti collinari del Soave sa unire maturità del frutto, freschezza, tensione e una componente sapida e minerale che diventa progressivamente più evidente con il tempo. Accanto alla Garganega trova spazio il Trebbiano di Soave, presenza storica capace di contribuire con freschezza e precisione al profilo dei vini.

Il Soave Classico identifica il nucleo storico della denominazione, sulle colline di Soave e Monteforte d'Alpone. È un paesaggio costruito nel tempo, dove in molti punti la viticoltura si sviluppa su pendii importanti e il lavoro dell'uomo ha seguito la morfologia naturale delle colline anziché modificarla. Qui altitudine, esposizione, ventilazione e natura dei suoli cambiano da una contrada all'altra. È proprio questa frammentazione a rendere il Soave un territorio sorprendentemente articolato: non un unico vino, ma molte interpretazioni della Garganega e della collina veronese.

Nei vini più giovani prevalgono freschezza, fiori, frutto e immediatezza. Nei Soave provenienti dai vigneti più vocati e lasciati evolvere, il tempo porta invece alla luce una dimensione più profonda: note di erbe, agrumi maturi, frutta gialla, pietra e sfumature minerali si intrecciano in vini capaci di acquistare complessità anche dopo diversi anni. È forse proprio il tempo uno degli strumenti migliori per comprendere il grande Soave: vini apparentemente delicati da giovani possono rivelare, con l'evoluzione, una profondità e una longevità sorprendenti.

Colli Berici: pietra, sole e grandi rossi

Lasciando il Veronese e spostandosi verso Vicenza, il paesaggio cambia. I Colli Berici emergono dalla pianura vicentina come un'isola di colline. Il profilo è più morbido, il clima generalmente più caldo e la vegetazione mediterranea convive con boschi, ulivi e vigneti. Ville venete, piccoli borghi e antiche corti rurali testimoniano una storia nella quale agricoltura e cultura hanno modellato insieme il paesaggio.

Anche qui è la geologia a definire profondamente l'identità del vino. I Colli Berici hanno una prevalente matrice calcarea e sedimentaria, derivata da antichi fondali marini, alla quale si affiancano in alcune aree testimonianze di attività vulcanica. Rocce calcaree, argille e terreni ricchi di scheletro creano condizioni particolarmente favorevoli alla vite, mentre l'esposizione delle colline e il clima relativamente mite permettono maturazioni complete e regolari.

Se il Soave trova la propria voce più riconoscibile nella Garganega, i Colli Berici mostrano invece una spiccata vocazione per i vini rossi. Il vitigno simbolo è la Tai Rosso, varietà storicamente radicata soprattutto nell'area di Barbarano e dei Berici meridionali. È un'uva capace di dare vini fragranti, speziati e di grande bevibilità, nei quali il frutto incontra spesso note di erbe mediterranee e una trama delicatamente sapida.

Accanto alla Tai Rosso, i Colli Berici hanno dimostrato nel tempo una particolare affinità con varietà come Carmenère, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot. Il clima, le esposizioni e i terreni calcareo-argillosi permettono a queste uve di raggiungere maturazioni profonde mantenendo equilibrio, dando origine a vini capaci di coniugare struttura, eleganza e longevità. Anche il Carmenère, a lungo confuso nei vigneti con il Cabernet Franc, ha trovato nei Colli Berici una delle sue espressioni italiane più interessanti.

Due territori, due modi di raccontare il Veneto

Soave e Colli Berici sono separati da pochi chilometri di pianura, ma raccontano due anime profondamente diverse della viticoltura veneta. Nel Soave dominano la Garganega, le antiche terre vulcaniche, l'altitudine e la tensione dei grandi bianchi. Nei Colli Berici il paesaggio diventa più caldo e mediterraneo, il calcare assume un ruolo centrale e sono soprattutto i rossi a trovare profondità e carattere.

Da una parte le colline di Monteforte d'Alpone e Soave, con le loro contrade e i vigneti che affondano le radici in antiche rocce vulcaniche. Dall'altra le alture vicentine, dove calcare, argilla, boschi e vigne accompagnano lo sguardo verso la pianura. A unirli è una cultura agricola antica, fatta di famiglie, vigneti tramandati, osservazione delle stagioni e conoscenza dei singoli appezzamenti.

Oggi questi territori stanno vivendo una nuova stagione. Sempre più produttori lavorano per riportare al centro vigneto, biodiversità, identità dei suoli e riconoscibilità delle singole zone, cercando nei vini non soltanto qualità, ma una relazione sempre più precisa con il luogo da cui provengono. Perché il valore più profondo di questi territori non sta semplicemente nella loro capacità di produrre grandi vini. Sta nella possibilità di riconoscere, dentro un bicchiere, la collina da cui quel vino proviene.

Il basalto e la Garganega del Soave. Il calcare, il sole e i rossi dei Colli Berici. Due paesaggi, due identità, due modi diversi di raccontare attraverso il vino la straordinaria varietà del Veneto.

Il Produttore

Tenuta Do Leoni è incastonata nel colle di Bugano, nella Riviera Berica vicentina, l’inizio dei Colli Berici, in provincia di Vicenza.E' un progetto vitivinicolo contemporaneo che nasce dalla volontà di restituire vita a un terreno familiare custodito da generazioni. Qui il vino non è solo produzione agricola, ma il risultato di un percorso fatto di memoria, ricerca e responsabilità verso il paesaggio. Alla guida della Tenuta vi sono Giovanni e Federica, che hanno scelto di trasformare un’area rimasta a lungo incolta in un ecosistema agricolo rigenerato. Il nome Do Leoni rappresenta questa visione condivisa: un’impresa familiare che guarda al futuro senza perdere il legame con le proprie radici, trasmettendo alle nuove generazioni il valore della terra e della sua cura. Il progetto viticolo si sviluppa con un approccio agroecologico e sostenibile, fondato su pratiche agronomiche attente alla fertilità del suolo e alla biodiversità. La preparazione dei terreni, la riqualificazione del bosco e l’introduzione di semine da sovescio sono stati passaggi decisivi per la costruzione di un vigneto capace di integrarsi pienamente nel paesaggio dei Colli Berici.

Elemento distintivo della filosofia produttiva è la scelta di coltivare vitigni PIWI, varietà naturalmente resistenti alle principali malattie fungine della vite. Una decisione che consente di ridurre gli interventi in vigneto e di sviluppare una viticoltura più consapevole, orientata alla tutela dell’ecosistema e alla qualità del vino. Il termine PIWI deriva dal tedesco Pilzwiderstandsfähig, ovvero “resistente ai funghi”, e identifica una nuova generazione di viti capaci di coniugare espressività organolettica e sostenibilità agronomica. Il territorio di Bugano, con le sue argille rosse e le rocce calcaree di origine marina, rappresenta un contesto ideale per la produzione di vini di carattere. Un paesaggio che già nei secoli passati veniva riconosciuto per la qualità delle sue uve, come testimoniano le cronache storiche e i racconti di viaggiatori che attraversavano queste colline durante la stagione della vendemmia.

In questo contesto prende forma LA PRIMA, il primo vino della Tenuta: un Souvignier Gris in purezza, prodotto inizialmente in una micro-tiratura di 330 bottiglie numerate a mano. Un vino che rappresenta l’inizio di un percorso enoico orientato alla precisione espressiva e alla valorizzazione delle potenzialità del vitigno. Il colore dorato con riflessi ramati, i profumi agrumati e le note di frutta esotica si accompagnano a una freschezza gustativa sostenuta da una marcata mineralità. Accanto al Souvignier Gris cresce il progetto dedicato al Prior, vitigno PIWI a bacca rossa che affonda le sue radici nella Tenuta e che rappresenta la prospettiva futura della produzione. La sua evoluzione richiede tempo e pazienza, elementi essenziali in una viticoltura che rispetta i ritmi naturali e privilegia la qualità rispetto alla velocità produttiva.

Tenuta Do Leoni è anche un luogo di relazioni e contaminazioni culturali. Il progetto viticolo si è sviluppato in dialogo con Berardo Da Schio, agronomo e interprete di un’agricoltura sostenibile contemporanea, condividendo l’obiettivo di riqualificare il territorio nel massimo rispetto dell’equilibrio ambientale. In questo intreccio di competenze, amicizia e visione nasce un modello di viticoltura che interpreta il vino come espressione del paesaggio e della responsabilità verso il futuro. In ogni bottiglia si ritrova l’idea di un’agricoltura capace di ascoltare la terra, di valorizzare la biodiversità e di trasformare un’eredità familiare in un progetto vitivinicolo autentico. Tenuta Do Leoni rappresenta così una delle espressioni più interessanti della nuova viticoltura dei Colli Berici, dove innovazione varietale e memoria del territorio si incontrano per dare forma a vini identitari e contemporanei.

Conservazione
  • Conservare in luogo fresco e asciutto
Politica di Reso

Il reso dei prodotti è possibile fino a 14 giorni dal ricevimento della merce. Maggiori informazioni sulle modalità nella pagina Diritto di Recesso

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