Tra i Colli Berici e le pianure del Polesine, l’agricoltura assume forme diverse ma conserva un filo conduttore: il rispetto per il tempo naturale delle cose. L’Azienda Agricola da Schio nasce da questa visione ampia e consapevole del paesaggio rurale, dove ogni coltura, ogni vigneto e ogni intervento umano sono parte di un equilibrio più grande. Alla base vi sono Francesco da Schio e suo figlio Berardo, entrambi agronomi, interpreti di un’agricoltura contemporanea che coniuga ricerca scientifica, sostenibilità e tradizione familiare. Insieme gestiscono circa 70 ettari tra Villadose (RO) e il territorio vicentino rappresentando un sistema agricolo complesso e dinamico, in cui biodiversità, qualità produttiva e responsabilità ambientale procedono di pari passo.

Il cuore vitivinicolo dell’azienda si trova sui Colli Berici, ad Arcugnano (VI), in vigneti bene esposti al sole e immersi in un contesto naturale fatto di boschi, prati e ventilazione costante. Qui la coltivazione attenta e rispettosa dell’equilibrio naturale permette all’uva di sviluppare un’identità precisa, fatta di vitalità, profondità aromatica e autenticità territoriale. Varietà come Cabernet Franc, Garganega e vitigni PIWI destinati alla produzione di rosati e bollicine diventano strumenti per raccontare il paesaggio attraverso il vino.
La visione della Agricola da Schio si fonda su pratiche orientate alla rigenerazione del suolo e alla tutela degli ecosistemi: rotazioni colturali evolute, semina su sodo, integrazione di siepi e boschi, apicoltura stanziale e allevamento all’aperto. Un modello produttivo che guarda al futuro senza perdere il legame con la storia, con la cultura e con le radici del territorio.
Questa filosofia trova una delle sue espressioni più avanzate nel progetto del Bosco delle Vigne, sviluppato sui Colli Berici. In questo contesto naturale modellato da antichi eventi geologici, l’azienda si prende cura di circa 15 ettari tra vigneti, oliveti, frutteti, prati e aree boschive con l’obiettivo di rigenerare il paesaggio in chiave agroecologica, salvaguardando la biodiversità e promuovendo tecniche agricole innovative.

Il progetto, realizzato in collaborazione con l’Università di Padova e con il supporto di WOWnature, ha previsto la messa a dimora di oltre 5.000 tra alberi, arbusti, viti ed olivi attraverso sistemi agroforestali complementari. Da un lato la riscoperta della vite maritata, tecnica antica in cui la vite cresce su alberi tutori come l’acero campestre, creando un paesaggio agricolo suggestivo e resiliente. Dall’altro la realizzazione di un vigneto agroforestale sperimentale, dove le viti convivono con specie forestali e fruttifere come sorbo domestico, mirabolano, ciliegio canino, corbezzolo e orniello.
In ogni bottiglia Agricola da Schio si ritrova un’idea di agricoltura che non si limita a produrre, ma che interpreta il territorio come un organismo vivo.
Questo sistema misto consente di diversificare la produzione, migliorare la fertilità del suolo, creare nuovi habitat naturali e aumentare la resilienza dell’ecosistema. Il Bosco delle Vigne è pensato anche come luogo da vivere e conoscere, con percorsi esperienziali e didattici dedicati ai principi dell’agroecologia e alla relazione armoniosa tra Uomo e Natura.
Il legame tra agricoltura, storia e territorio trova una sintesi simbolica in Palazzo da Schio Ca’ d’Oro, nel cuore più antico di Vicenza. Qui la famiglia custodisce la propria memoria e affina i vini nelle antiche fondamenta dell’edificio, poggiate su pietre risalenti al II secolo a.C. Una continuità che attraversa i secoli e che oggi si traduce in una produzione vitivinicola capace di unire competenza agronomica, sensibilità ambientale e cultura del luogo.

In questo equilibrio tra ricerca, paesaggio e tradizione prende forma la produzione vinicola dell’azienda. Dai vigneti di Arcugnano nascono il Cabernet Franc Veneto IGT, interpretazione precisa e territoriale del vitigno, la Garganega Veneto IGT, luminosa e autentica espressione del contesto berico, il Rosso Veneto IGT e un Rosato Frizzante Veneto IGT, capaci di raccontare il lato più dinamico e conviviale della produzione aziendale.
Il vino diventa così la sintesi di un paesaggio rigenerato, di una competenza agronomica evoluta e di una visione che guarda al futuro senza perdere il legame con la storia.